Quando ho aperto questo blog, ho provato a spiegare il perché del titolo, se vi siete persi il primo post lo trovate qui, e qualcosa ho scritto anche in Chi siamo: Io e le Vagine.

Il Club delle Vagine tristi è il titolo del romanzo che ho terminato di scrivere circa due mesi fa e che verrà pubblicato, anche se ancora non so quando. Ma cosa è successo da quando il titolo del libro e/o il nome del blog hanno iniziato a circolare sui social? Ve lo devo dire io o ci siete già arrivati da soli? La seconda, lo so. Però, parliamone. E ridete con me, ridete forte, che qui ci sarebbe da piangere a singhiozzi disperati.

In base alla reazione – e ai tempi di reazione – più o meno le categorie sono queste. E non sono in ordine sparso, è una vera e propria classifica questa!

  • GLI AMMICCANTI. Un sorrisino, una battutina, un commentino – sappiate che il diminutivo è fortemente voluto – tanto per sottolineare che loro sono furbi e lo hanno capito che sei una gran porca, scopabile e infoiata pure mentre lavi i piatti. Costoro mi ricordano – brivido! – quei compagnucci alle medie che abbiamo avuto tutte. Perché li avete avuti anche voi, sì? Quelli che ti guardavano con occhi, appunto, ammiccanti e tu pensavi che gli fosse entrata una vespa in un occhio. Quelli che si nascondevano dietro le porte per poter allungare una mano e toccarti il culo. Quelli, insomma. Quelli, che sono capitati a me, a cui brucia ancora il segno delle mie cinque dita a mano aperta sulla guancia. Ah, no, uno l’ho fatto cadere dalla bici quando ha provato a disturbare la mia passeggiata, mi ha affiancata e ha  tentato di allungare una mano sulle mie chiappe. Ecco, “gli ammiccanti” mi ricordano quei bei tempi. Tu hai potuto anche scrivere che è un libro, che è una storia drammatica e bla bla, ma loro, alla vista del termine Vagina, si ricordano di saper leggere. Però leggono solo quella parola e, alla velocità della luce, tutto il sangue gli affluisce al pisello, i due neuroni nel cervello appendono il cartello “chiuso per ferie” e le ghiandole salivari iniziano a secernere come se non ci fosse un domani. Vagina Vagina Vagina! Ecco, possiamo andare avanti senza di loro, “li abbiamo persi dottor Shepherd!”
  • I DISINCARNATI. O meglio, LE DISINCARNATE. Loro non ce l’hanno la Vagina, non esiste proprio! E, se ce l’hanno, non lo vanno mica a dire in giro così! Poi magari leggono solo romanzi con scene di sesso, purché il “lui” di turno si redima e la “lei” riesca a condurlo, recalcitrante o tramortito poco importa, all’altare e, se hanno le mestruazioni, non sia mai a usare questo termine con un esemplare maschile, giammai! Se proprio si è costrette, si dirà che “è arrivata la zia o il postino o l’imbianchino o il barone rosso”. Tutto, ma non la parola mestruazioni. Ma se siete donne e non avete la Vagina e non avete nemmeno le mestruazioni, per me siete creature di puro spirito. Che poi, se avete dei figli, mi perplimo. Mi perplimo parecchio. Da dove sono usciti? “Che zozzona che sei, Elisabetta!”.  Lo so, lo so. La  lettura dell’articolo per voi: finisce qui!
  • GLI INQUISITORI. Senza distinzione di età, sesso, razza e religione. Se nomini la parola Vagina, preparano la pira. Se rivendichi il diritto di dire la parola Vagina, accendono la suddetta pira. Sentite anche voi uno strano odore di carne bruciacchiata? Ecco, punto.
  • I RESTAURATORI. Senza distinzione, come sopra. Il Femminismo è cosa morta, roba da zitelle brutte e cattive, non abbiamo già ottenuto la concessione di fare finta che noi donne siamo pari all’uomo in tutti i doveri? Cosa vogliamo ancora?

Discorso a parte merita quello che è accaduto a questo blog sul social-più-amato-dagli-italiani-meno-una (la sottoscritta, N.d.A.): Facebook. Sono venuta finalmente a capo di quanto è accaduto alcuni giorni fa, quando ho condiviso un articolo da questo blog sul mio profilo e sulla mia pagina Facebook e quest’ultimo lo ha bloccato: tutto questo blog è stato bloccato per spam di contenuto che viola gli standard della community di Mister Zucchino. Sì, questo mi hanno comunicato quando ho scritto loro. Senza insultarli, ve lo giuro.

Vagine. Facebook ha letto la parola Vagina e ha bloccato tutto il blog.

Vagina.

VAGINA!

Nei mammiferi, la vagina (dal latino vagina, letteralmente “fodero” o “guaina”[1]) è la parte elastica e muscolare del tratto genitale femminile ed è costituita da un canale fibromuscolare molto elastico che serve da supporto al collo dell’utero e all’uretra. Negli esseri umani, si estende dalla vulva alla cervice. Normalmente, l’apertura vaginale esterna è parzialmente coperta da una membrana chiamata imene. Si tratta dell’organo femminile interessato nel rapporto sessuale e, come canale ultimo, nel parto. Essa canalizza anche il flusso mestruale (mestruazioni), che si ha negli esseri umani e nei primati come parte del ciclo mestruale mensile. (Wikipedia)

Ora, sono presente su tanti social – troppi – e va da sé che, in seguito a questo, sarò meno presente su faccialibro che già mi stava sulle ovaie, ma… Vagina. Vagina sarebbe un termine pornografico!

Limitiamo la visualizzazione di immagini di nudo o atti sessuali perché alcune persone della nostra community sono particolarmente sensibili a questo tipo di contenuti. Inoltre, rimuoviamo per impostazione predefinita immagini di carattere sessuale per impedire la condivisione di contenuti non consensuali o con minorenni. Le restrizioni relative alla visualizzazione di atti sessuali si applicano anche ai contenuti creati digitalmente a meno che non vengano pubblicati a fini educativi, umoristici o satirici. (Da Standard della community di Facebook)

Ora, trascurando che è risaputo che la stessa regola vale anche per le parole oltre che per le immagini, ma… Nudo o atti sessuali. Che c’entra la Vagina? Ma chi crea queste regole e chi le applica, è forse nato per intervento dello Spirito Santo?

Chi mi conosce o mi segue da tempo, sa bene quanto io sia impegnata, con la scrittura e non solo, nella sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e nel promuovere la consapevolezza del Femminile. Per questo lo prendo come un affronto personale stavolta. Per questo, a costo di subirne un danno in termini di immagine o di vendite di libri, starò meno su Facebook, solo il necessario.

Perché io sono indignata che la mia Vagina sia considerata come qualcosa di sporco, di offensivo e che può urtare la sensibilità altrui. Perché la Vagina è sacra. Come l’utero, è la sede di una energia pura e guaritrice, una energia universale potente di cui c’è bisogno. Ho tradotto questa energia archetipale nelle quattro protagoniste del mio romanzo e sono fiera del lavoro svolto.

La mia Vagina è sacra, capito? La Vagina di ogni donna è sacra. Continuerò a ripeterlo e a gridarlo, anche se non dovesse ascoltarmi più nessuno. E, per finirla con le parole di una canzone fantastica:

“ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!”

(F. Guccini)

©Il Club delle Vagine tristi, alias Elisabetta Barbara De Sanctis, alias alias EliBì

 

L’AVVELENATA (Francesco Guccini)

Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va be’, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d’un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d’arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta…

Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso…

Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell’ ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare…
se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo…

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice “sei depresso”, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!

Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni…
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!

Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!

Per ascoltarla ecco il link: L’avvelenata di Francesco Guccini

 

 

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